Gomorra, la serie che racconta il male senza precedenti

Personalmente non uso il mio blog per fare recensioni, visto che la sezione articoli del mio sito verte principalmente su argomenti inerenti al web e alla tecnologia, ma essendo Gomorra una serie che oltre a sbancare gli ascolti SKY è stata sempre “Trend Topic”  sia durante la messa in onda, sia durante l’attesa, sia a seguito dei vari spoiler e sia ora che la produzione si sta apprestando a girare la terza serie ( ed anche la quarta annunciata ufficialmente sempre da SKY), ho pensato di dire la mia personalissima idea su un fenomeno cinematografico di tutto rispetto.

Gomorra La serie nasce da una costola di Roberto Saviano in quanto ispirato all’omonimo romanzo che quest’anno compie 10 anni e ideata dallo stesso Saviano insieme a Stefano Bises, Leonardo Fasoli, Ludovica Rampoldi e Giovanni Bianconi.
Arrivata alla seconda stagione, dopo che la prima è stata trasmessa nel 2014, Gomorra la serie è stata venuta in 150 paesi riscuotendo un enorme successo di critica positive e non, sia dal personale tecnico sia dal pubblico.

Brevemente, la serie racconta del clan camorrista dei Savastano che si intreccia con vecchi e nuovi boss di quartiere pronti ad essere i numero uno per il monopolio delle piazze di spaccio. Alleanze, omicidi, tradimenti, patti, onore si legano in storie senza fine dove l’unico filo conduttore resta la condanna a morte.

Azioni spietate che non guardano in faccia alla realtà delle cose… sentimenti, famiglie, rapporti umani vengono annientati per il dio Potere che acceca tutto e tutti vivendo così una realtà al margine. I personaggi, liberamente ispirati a fatti reali, si vendono l’anima ancor prima di nascere, proprio per questo diventano strateghi e manipolatori pronti a tutto pur di restare all’apice del potere, senza prendere in considerazione che la loro esistenza è così effimera, da vivere con un “alito di morte” sulle spalle, proprio per parafrasare l’affermazione di un personaggio della serie.

Gomorra la serie è stata spesso condannata dalla critica proprio perché (secondo loro) istiga l’emulazione della malavita, soprattutto da parte degli adolescenti in quanto incentrata sul male e dove il bene non viene assolutamente menzionato.
Personalmente trovo interessante e soprattutto molto originale la presa di posizione degli sceneggiatori di concentrare l’attenzione dal punto di vista dei killer proprio per provare a ripudiare sempre di più il Sistema costituito dal male stesso, dai soldi facili che inducono chiunque abbia accesso ad una via di non ritorno.
Gomorra è una serie che è riuscita a catalizzare l’attenzione di un pubblico trasversale, e proprio per questo chi sostiene che tale “format” cinematografico alimenti il male, personalmente vorrei ricordare una frase di Paolo Borsellino, il quale diceva: «Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene»; insomma “Per combattere la mafia bisogna parlarne“.

Un plauso quindi va a tutti gli attori della serie in particolare a Marco D’Amore (Ciro di Marzio), Salvatore Esposito (Genny Savastano), Fortunato Cerlino (Pietro Savastano), Marco Palvetti (Salvatore Conte), Maria Pia Calzone (Donna Imma Savastano), Annalisa Magiocca (Scianel), Cristina Dell’Anna (Patrizia Santoro), Fabio De Caro (Malammore) […]

GOMORRA

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